L'inverno appena passato è stato particolarmente mite, ce ne siamo accorti tutti. Insieme alle albicocche, pesche e ad altri alberi in fiore con almeno un mese di anticipo, anche le gemme delle vigne, soprattutto quelle di collina, si sono preparate al germogliamento. Improvviso, ma anche assolutamente previsto da tutti i "bernacca" televisivi, si è verificato un forte abbassamento delle temperature. Sulle nostre colline piacentine è tornata la neve!
O meglio è arrivata, perchè in inverno di neve neppure l'ombra.
Fortunatamente, almeno per le vigne, questa "ondata" non ha provocato danni, e le nostre hanno superato indenni la prima insidia di una lunga stagione, che ci porterà fino settembre con la speranza di una buona vendemmia.
Tutto questo gran parlare televisivo del clima del freddo eccessivo del caldo eccessivo, dei milioni di euro di danni all'agricoltura ecc. ecc. mi porta però ad una riflessione.
Questo esagerare, non rende l'agricoltura e l'agricoltore in particolare antipatico alla gente?
in fin dei conti ognuno di noi nella vita di tutti i giorni deve affrontare difficoltà più o meno grandi senza per forza dover avere un servizio sul tg5.
Non sono d'accordo con questo sistema, come anche non lo sono molti miei colleghi, di creare sempre e comunque l'evento eccezionale.
Purtroppo il mondo della notizia sta sopra le teste di tutti noi, e a nessuno interessa delle conseguenze.
Il rammarico è che purtroppo oggi nessun professionista serio si occupa di agricoltura in televisione, nessuno fa una seria informazione, ma tutti cavalcano la "moda" che si è sviluppata intorno al prodotto tipico e all'enoturismo.
Tutte ricchezze per il mondo agricolo, che potrebbero finire, se invece di costruire si continua a sfruttare.
Io che con una piccola azienda vivo di questo, e cioè di contatto con il consumatore, sono seriamente preoccupato.
sabato 7 aprile 2007
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